Supervulcano

Storie dai Campi Flegrei

A cura di

Claudio Morelli

Un progetto di

Tomo Tomo Books

Ad ovest della città di Napoli esiste una terra che gli antichi greci chiamavano Phlegraia Pedia, i Campi Ardenti. Immaginavano fossero i Giganti, sconfitti da Eracle, a sputare fuoco dal ventre della terra, dov'erano stati ricacciati. Nell'Eneide Virgilio collocava qui la porta degli inferi, ma il paesaggio mozzafiato, la fertilità dei terreni e la presenza dell'attività termale naturale la rendevano una delle mete più esclusive del periodo classico. Era qui che le élite romane trascorrevano la villeggiatura, nelle lussuose ville di Baia e di Lucrino, poi sprofondate in fondo al mare. Il suolo, in perenne e lento movimento, viene spinto dai fluidi e dal magma: è il bradisismo, il respiro del vulcano. Talvolta il fenomeno è repentino. Negli anni '70 e '80 ha terrorizzato gli abitanti dei Campi Flegrei con terremoti continui. Intere aree della città di Pozzuoli furono evacuate, ma il progetto di diradamento funzionale, che prevedeva il progressivo spopolamento delle aree a rischio, è rimasto solo un'ambizione. Immobilismo politico, abusivismo e speculazioni hanno restituito all'area nuovi residenti e nuovo cemento. Oggi la caldera ospita più di seicentomila persone. La zona rossa, che invade Napoli fino ai quartieri collinari, rappresenta l'area che potrebbe essere colpita di flussi piroclastici. Nubi di materiale eruttivo che si muovono ad alta velocità e possono superare i 500 gradi di temperatura.

Post

Supervulcano è un progetto di slow journalism curato da Claudio Morelli e prodotto da Tomo Tomo Books.

La ricerca, che indaga l'area calderica dei Campi Flegrei, darà vita ad un libro che sarà pubblicato alla fine del 2018.

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